Da quando sono nato non ricordo che questa colonna, una moltitudine in cammino di cui non si vede l’inizio né la fine, affaticata sotto un cielo buio, in un avvallamento tra montagne dalla cima invisibile, pestando poltiglia di neve, passandosi senza fermarsi piccole pagnotte dure e mestoli d’acqua. Ogni tanto qualcuno cade e viene lasciato, gli altri battono i piedi intirizziti e si fanno forza per proseguire.
Dove andiamo? Chi fa il pane? Ricordo di aver chiesto da piccolo. Le figure grigie che mi stavano attorno, tra cui credo ci fosse mio padre, mia madre, mi guardarono spaventate e affrettarono il passo finché non le vidi più. Oggi ho imparato. Cammino e basta.

Accipicchia, corto ma grande.
Sei sempre molto gentile.