Era stamattina, mi sembra, e comunque non prima di ieri, che mi sono svegliato triste. Non c’era un giocattolo che avessi voglia di prendere in mano, sono rimasto seduto sul letto e mi è anche venuto da piangere. Un po’, non tanto. È entrata la mamma, mi ha preso in braccio e mi ha dato una di quelle raffiche di baci sulla faccia e sul collo che un po’ mi danno fastidio e un po’ mi fanno ridere per il solletico, e ha detto: “Ma sei cresciuto tantissimo! Ma come fai? Sei diventato un uomo, in una notte! Adesso però preparati, che usciamo”.

Sono andato in bagno per vedere se davvero ero cresciuto tantissimo. Non era vero. Lo so, perché ancora non arrivavo a vedermi allo specchio, neanche in punta di piedi. Neanche il ciuffo sulla testa. Allora mi è venuto da piangere per davvero.

È passato altro tempo, adesso è sera. Ora mi ci vedo, allo specchio. Allora sono proprio cresciuto. Com’è possibile, in una notte sola? Ma sono vecchio, vecchissimo, una faccia aggrinzita su un corpo curvo.

Mi siedo per un momento. Mi sento confuso. Stanco.

Mamma! Chiamo, ma non risponde. Era stamattina, no, e comunque non prima di ieri, che mi sono svegliato triste.

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