“Possibile che tu debba sempre complicare tutto? Che non ti piaccia niente di semplice? Musica complicata, film complicati, cibo complicato, discorsi complicati? Ma non capisci che questo rovina ogni cosa tra noi? Che i nostri amici non ne possono più, che io non ne posso più? Ma come mai sei diventato così?” Concludi con uno scatto frustrato delle tue belle mani, che si avvicinano quasi a prendermi per il colletto.

Mi accingo a spiegarti pazientemente che chiedermi questo è proprio il tipo di domanda che mi obbliga a una spiegazione complicata. Vediamo. Come dirtelo in parole povere? Non riesco nemmeno a cominciare che già te ne vai piangendo. Sei già salita sulla carrozza del metro, sparita.

Non voglio che finisca così. Tra qualche ora ti telefonerò, devo chiarire.
No, meglio un email. Uno scritto, dove spiegare bene, per esteso, tutte le mie ragioni. Questo funzionerà.

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