Il Rajasthan, il cui nome si traduce letteralmente in “Terra dei Re”, è una testimonianza dell’eredità reale dell’India. Questo maestoso Stato è costellato di antiche capitali reali, ognuna delle quali ospita formidabili fortificazioni difensive e opulenti complessi di palazzi. All’interno di queste strutture si trova uno straordinario tesoro di manufatti che mostrano la maestria e la sofisticata sensibilità artistica dei tradizionali artigiani indiani.

Il nostro viaggio è iniziato a Udaipur, con la sua splendida rete di laghi. Il City Palace, che si erge maestoso dalle rive del lago Pichola, è stato per secoli la sede della dinastia Mewar. Questa meraviglia architettonica rappresenta uno dei più grandi complessi di palazzi del Rajasthan, la cui costruzione ha attraversato quasi quattro secoli sotto diversi Maharana (il titolo usato dai governanti Mewar).
Sebbene alcuni aspetti dell’architettura indo-moghul del palazzo possano sembrare esagerati alla sensibilità occidentale, alcuni elementi artistici si sono rivelati accattivanti. Una camera in particolare ha lasciato un’impressione indelebile con i suoi affreschi riccamente dettagliati che raffigurano la vita di corte nei minimi particolari: elefanti in processione adornati con abiti da cerimonia, battute di caccia reali, cerimonie religiose e scene di intrattenimento aulico, il tutto eseguito con notevole precisione e pigmenti vivaci.


Il viaggio attraverso il Rajasthan è stato arricchito da numerose interazioni significative con i residenti locali. Un momento particolarmente memorabile ha riguardato una venditrice di frutta insistente, la cui appassionata difesa delle sue banane fresche ha superato ogni barriera linguistica.

Abbiamo avuto la fortuna di assistere a un workshop di danza classica indiana, dove un maestro molto preparato stava istruendo un gruppo di studentesse nell’antica arte dell’abhinaya (espressione). La lezione si è concentrata su una sequenza romantica in cui ogni preciso gesto delle mani (mudra) e l’espressione del viso trasmettevano parole ed emozioni specifiche, dimostrando il sofisticato linguaggio della danza classica indiana.

Il nostro itinerario ha incluso una visita al Tempio Sahastrabahu, dedicato a Vishnu nella sua forma a mille braccia. Questa antica meraviglia architettonica presenta sculture di divinità straordinariamente ben conservate, ognuna delle quali racconta complesse narrazioni teologiche attraverso la pietra.
Il momento della nostra visita ha coinciso con la stagione dei matrimoni in India e ci ha permesso di conoscere le usanze contemporanee di celebrazione. Durante il nostro viaggio, abbiamo incontrato numerose coppie impegnate in servizi fotografici pre-matrimoniali, circondate da team di professionisti che si occupavano di tutto, dall’illuminazione alla disposizione dei costumi tradizionali.
Durante la cena, abbiamo sperimentato la vibrante tradizione della musica popolare del Rajasthan, con musicisti locali che eseguivano canzoni ancestrali. Il momento culminante è stato quando la danzatrice che li accompagnava ha spontaneamente incluso la nostra Poonam nell’esibizione, creando un momento di autentico scambio culturale.
L’Amber Fort di Jaipur, magnificamente arroccato su una collina, rappresenta una scala ancora più grande dell’architettura rajasthaniana. Le sue innumerevoli camere, corridoi e cortili offrono nuove scoperte a ogni angolo. Da una finestra in particolare, ho ammirato un giardino geometrico in stile Mughal perfettamente conservato, che esemplifica la sintesi delle tradizioni paesaggistiche persiane e indiane.

Mentre molti visitatori optano per il tradizionale giro in elefante fino all’ingresso del forte, noi abbiamo scelto di fare la salita di 12 minuti a piedi. Tuttavia, la vista di questi magnifici animali che avanzano maestosamente lungo i bastioni offre uno scenario senza tempo che collega i visitatori di oggi a secoli di storia.
I numerosi punti panoramici e le nicchie architettoniche del forte sono oggi luoghi molto frequentati dai visitatori per scattare foto con abiti e gioielli tradizionali indiani.
Tra i tanti affascinanti manufatti incontrati, mi ha particolarmente incuriosito un set di blocchi da stampa in argento. Mentre i blocchi di legno sono comunemente utilizzati nella stampa tessile tradizionale indiana, questi strumenti d’argento rappresentano una notevole raffinatezza nell’artigianato, consentendo un trasferimento di modelli eccezionalmente preciso.

La scoperta delle carte da gioco tradizionali ha rivelato sorprendenti somiglianze con le moderne carte da gioco italiane, evidenziando affascinanti connessioni storiche tra queste culture lontane.

Il viaggio ha svelato anche le ricche tradizioni di gioco dell’India, tra cui le origini degli scacchi, nati qui come Chaturanga, un gioco per quattro giocatori che rappresentavano diverse unità militari.

Altrettanto affascinante è il gioco del Serpente e della Scala, originariamente concepito come strumento di insegnamento spirituale. Le caselle di questo gioco rappresentano vari stadi di sviluppo morale e spirituale, con serpenti e scale che simboleggiano le battute d’arresto e i vantaggi della vita sul cammino verso la moksha (liberazione). Non vedo l’ora di condividere approfondimenti su questi giochi in un prossimo post.

